martedì 26 agosto 2014

Combattiamo la dislessia sin da piccoli!

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Noi mamme stiamo sempre attente e vigili ai possibili segnali che i nostri bimbi potrebbero inviarci se c’è qualcosa che non va.
Quindi è sempre un bene tenersi aggiornate sulle ultime novità mediche e scientifiche. La dislessia è un disturbo poco conosciuto e poco diffuso, infatti secondo delle ricerche effettuate negli ultimi anni, riguarda il 3-4% dei bambini in età scolare. 

Ma cos’è la dislessia e si può prevenire?

 La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. In genere sono azioni automatiche che non comportano sforzi eccessivi, mentre il bimbo dislessico deve impegnarsi al massimo per riuscire a farlo, quindi si stanca tantissimo e in fretta, commette errori, resta indietro e non impara perchè non riesce a stare al passo con gli altri.

Si manifesta con una lettura molto lenta e piena di errori, a volte anche con difficoltà di comprensione del testo. Spesso il bambino inverte lettere e numeri sia nella lettura che nella scrittura, sostituisce alcune lettere (v/f m/n) e ha difficoltà ad imparare nozioni a memoria, come le tabelline, le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana in sequenza… Di conseguenza sorgono anche problemi psicologici, demotivazione, scarsa autostima, perchè il bambino è consapevole delle sue difficoltà.

E’ bene cercare di intervenire senza perdere tempo, appena ci si rende conto di un possibile problema. Per questo sono partiti in Lombardia e Friuli i primi test nelle scuole materne per individuare i bimbi dislessici già in questa età, senza aspettare l’inizio della scuola primaria, con tutte le conseguenti problematiche psicologiche e di apprendimento.

Questo progetto, approvato dal Ministero della Salute, consiste in un test di screening, cioè una serie di domande a cui vengono sottoposti i genitori e ha lo scopo appunto di prevenire questo disturbo. Infatti, ai soggetti che risultano positivi al test verrà offerto un potenziamento linguistico che si svolgerà durante le ore scolastiche, a fianco delle normali attività didattiche e di gioco. 

Dopo un certo periodo di prova, i bambini verranno rivalutati e quelli che risulteranno di nuovo positivi saranno indirizzati a strutture professionali per un intervento più mirato.

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