Anche
a voi è capitato che i vostri bimbi si siano improvvisamente (o
gradatamente) trasformati da dolci angioletti in scimmiette urlatrici a
suon di “Gnoooooo!!”?
Bene… a turno ci saliamo tutti su questa barca… è la barca dei Terribili due!
Noi
siamo dentro già da un po’ con la nostra bimba “grande”! Il tutto
condito da un pizzico di gelosia verso la sorellina più piccola che tra
pochissimi giorni compirà 1 anno.
Diciamo che ci sto facendo l’abitudine e sto “imparando” a gestire tutti questi capricci
portati all’esasperazione… Inizialmente non riuscivo a capire perchè
piangesse per ogni cosa, perchè fosse contraria a tutto, perchè non le
andasse bene niente. Ma con il tempo (e i consigli delle amiche che ci
erano già passate) sono arrivata al punto che non c’è niente da capire in fondo.
Si tratta di una fase normalissima che ogni bambino attraversa in forma più o meno evidente. Verso i due anni il bambino comincia a comprendere di essere una persona autonoma e cerca di affermare la sua personalità in contrapposizione alle sue figure di riferimento: i genitori. E cosa è meglio di un No per cominciare a far valere la propria personalità?
Insomma bisogna armarsi di tanta tanta pazienza perchè effettivamente non è semplice gestire tutti questi capricci isterici, soprattutto quando ci si trova fuori casa.
Immediatamente
ho capito che arrabbiarsi o alzare la voce non serve a niente (anche se
ammetto che diventa difficile restare impassibili), piuttosto peggiora
la situazione. Quindi, se volete un consiglio, cercate il più possibile
di ignorare capricci e pianti. In genere io cerco di parlare a mia figlia con voce calma,
provando a capire il perchè del suo pianto o comunque le spiego (se
conosco il motivo) il perchè non può fare questo o quello e che anche se
continua imperterrita a disperarsi non otterrà comunque ciò che vuole. A
volte funziona e passa dal capriccio ingestibile al lamento per
convincermi, altre volte invece sfocia in un vero e proprio braccio di ferro esasperante a chi cede prima, ma in genere riusciamo a trovare dei punti d’accordo.
Sto cercando diciamo, di metterle dei limiti,
perchè sì, sono molto contenta che stia affermando il suo carattere e
la sua individualità come personcina, ma penso che debba comunque capire
che ci sono limiti e cose che non può ottenere.
Solitamente se è possibile le propongo delle alternative
che per la maggior parte delle volte funzionano sempre… a meno che sia
impossibile una via di scelta, ad esempio se continua a dirmi no no la nanna
io la prendo in braccio e la metto nel suo lettino, magari piagnucola
un pochino, poi abbraccia la sua adorata “Titti” (un peluche di Hello
Kitty) e si rassegna a fare la nanna.
Più
passa il tempo più mi rendo conto che comunque la situazione “capricci”
sta migliorando. Ad esempio fino ad ora lei è sempre stata brava quando
usciamo, non pretende giocattoli (anche perchè ne ha una montagna e ne
riceve spesso) e non fa scenate per questo motivo. Le fa però spesso se
vuol essere lasciata libera di correre per i corridoi dell’ipermercato
con un milione di persone intorno e a quel punto se non accetta di darci
la manina viene in braccio e solitamente opta per la prima scelta…
Stiamo ottenendo più spesso dei Tì (Sì) senza sforzo… Diciamo che c’è stata la conversione da capricci estenuanti a piagnucolii fastidiosi
per i motivi più disparati… se il suo cartone animato finisce o se
decidiamo che è il momento di rientrare a casa dopo 3 ore di passeggiata
o mezza giornata dai nonni!
Affermo
con moltissima soddisfazione (!!!) di essere più brava del papà a
gestire queste situazioni, ma insomma di solito gli uomini difficilmente
sono dotati di grande pazienza… questo si sa!
Siamo ancora nel bel mezzo, la mia bimba grande ha compiuto appena 30 mesi e non faremo in tempo a “rilassarci” che comincerà la piccolina… Immaginate che tripudio tutte e due contemporaneamente!!
In bocca al lupo a tutti i genitori di capricciosi (speriamo in modo passeggero comunque!) dueenni/treenni!!
