domenica 24 agosto 2014

Contraccettivi di barriera, di disturbo e naturali.

In un precedente articolo abbiamo parlato della contraccezione ormonale, degli utilizzi e dei vari effetti collaterali. In questo nuovo post invece ci soffermeremo sui metodi contraccettivi di barriera, di disturbo e sulla contraccezione naturale.

Avendo un quadro generale delle varie soluzioni, ogni donna può farsi un’idea su quale potrebbe essere il meglio per lei e chiedere chiarimenti ed informazioni più approfondite al proprio ginecologo.

Cominciamo dai metodi di barriera. Come dice la parola stessa, gli anticoncezionali di barriera impediscono l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovulo. Naturalmente non influiscono sulla salute della donna, ma a volte possono essere considerati invasivi.

Il più noto sicuramente è il preservativo, chiamato anche condom o profilattico, che viene utilizzato dall’uomo durante il rapporto sessuale. Accertatevi che non sia danneggiato, è molto importante che sia integro, anche perchè è l’unico sistema che protegge dall’HIV e da tutte le malattie a trasmissione sessuale. Quindi è necessario utilizzarlo se non si ha una relazione stabile o in caso di relazioni appena avviate, quando non ancora si conosce perfettamente lo stato di salute del partner. Il vantaggio, oltre alla protezione dalle malattie, è quello di non contenere ormoni e di non essere soggetto a prescrizione medica. Uno svantaggio può essere proprio il materiale di cui è costituito, il lattice, a cui diverse persone sono allergiche.

L’altro metodo di barriera è il diaframma, utilizzato dalla donna in questo caso. Va inserito prima del rapporto e lasciato per le successive 8 ore. E’ un sistema efficace, bisogna però rispettare i tempi di inserimento e di “permanenza” diciamo così, altrimenti si può compromettere la sicurezza. Inoltre andrebbe associato ad uno spermicida, altrimenti diventa poco affidabile. Naturalmente anche il diaframma non contiene ormoni, ma ha alcuni svantaggi: può favorire la comparsa della cistite e le dimensioni esatte devono essere stabilite con il ginecologo.

L’unico metodo contraccettivo di disturbo è la spirale, che mira a creare un ambiente sfavorevole per l’ovulo e gli spermatozoi all’interno dell’utero. In genere si tratta di un sistema efficace, ma presenta qualche svantaggio: può favorire infezioni e infiammazioni, spesso rende le mestruazioni molto abbondanti e dolorose, è sconsigliata alle donne che non hanno avuto gravidanze. 

Viene posizionata dal ginecologo all’interno dell’utero e ha una durata che varia da 5 a 10 anni, a seconda del tipo. Anche questa non contiene ormoni e i disturbi gastrointestinali non interferiscono con il suo “lavoro” di contraccettivo.  L’inserimento può essere un pò fastidioso, per rimuoverla è necessario tornare dal ginecologo, e comunque è consigliato effettuare dei controlli periodici per controllare che mantenga sempre la posizione corretta.

Infine parliamo dei metodi naturali. Il più grande vantaggio sicuramente è quello di non avere influenze sull’organismo femminile, ma allo stesso tempo sono i più rischiosi, proprio perchè bisogna conoscere profondamente il proprio corpo e considerare una serie di variabili che possono comprometterne l’efficacia. Ve ne parlerò un pò in generale, perchè a mio parere, è un sistema assolutamente soggettivo, poichè ogni donna è diversa dalle altre. 

E’ un metodo che si basa sul calcolo probabilistico del preciso momento dell’ovulazione, in base alla durata del ciclo mestruale.

Nei giorni in cui si è a rischio gravidanza si evitano i rapporti sessuali.

Si tratta di un sistema poco affidabile, poichè tutto è legato al ciclo della donna, che non sempre è perfettamente regolare e possono esserci variazioni anche significative da un mese all’altro.

Durante le varie fasi del ciclo, la temperatura interna del corpo cambia: è più o meno stabile nella prima metà del ciclo, si abbassa e poi si alza rapidamente al momento dell’ovulazione e rimane alta nella seconda metà del ciclo, scendendo all’arrivo delle mestruazioni. Quindi si dovrebbe misurare la temperatura ogni mattina alla stessa ora. Ma il rischio è che numerosi fattori, come stress, cambio di stagione, infiammazioni… possono farla variare sensibilmente.

Un altro parametro che va tenuto d’occhio è la quantità e l’aspetto delle secrezioni vaginali, che indicano il grado di fertilità della donna durante le varie fasi. Si tratta di un metodo che ha sicuramente un fondamento scientifico, ma è difficile da applicare proprio per le tante variazioni che l’organismo può subire a causa appunto di tanti fattori. 

In tutta sincerità io non mi fiderei, ma questo è un mio parere personale… Mi piacerebbe sapere come la pensate e quali sono le vostre esperienze...

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