In un precedente articolo abbiamo parlato della contraccezione ormonale, degli utilizzi e dei vari effetti collaterali. In questo nuovo post invece ci soffermeremo sui metodi contraccettivi di barriera, di disturbo e sulla contraccezione naturale.
Avendo
un quadro generale delle varie soluzioni, ogni donna può farsi un’idea
su quale potrebbe essere il meglio per lei e chiedere chiarimenti ed
informazioni più approfondite al proprio ginecologo.
Cominciamo dai metodi di barriera.
Come dice la parola stessa, gli anticoncezionali di barriera
impediscono l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovulo. Naturalmente non
influiscono sulla salute della donna, ma a volte possono essere
considerati invasivi.
Il più noto sicuramente è il preservativo,
chiamato anche condom o profilattico, che viene utilizzato dall’uomo
durante il rapporto sessuale. Accertatevi che non sia danneggiato, è
molto importante che sia integro, anche perchè è l’unico sistema che protegge dall’HIV
e da tutte le malattie a trasmissione sessuale. Quindi è necessario
utilizzarlo se non si ha una relazione stabile o in caso di relazioni
appena avviate, quando non ancora si conosce perfettamente lo stato di
salute del partner. Il vantaggio, oltre alla protezione dalle malattie, è
quello di non contenere ormoni e di non essere soggetto a prescrizione
medica. Uno svantaggio può essere proprio il materiale di cui è
costituito, il lattice, a cui diverse persone sono allergiche.
L’altro metodo di barriera è il diaframma,
utilizzato dalla donna in questo caso. Va inserito prima del rapporto e
lasciato per le successive 8 ore. E’ un sistema efficace, bisogna però
rispettare i tempi di inserimento e di “permanenza” diciamo così,
altrimenti si può compromettere la sicurezza. Inoltre andrebbe associato
ad uno spermicida, altrimenti diventa poco affidabile. Naturalmente
anche il diaframma non contiene ormoni, ma ha alcuni svantaggi: può
favorire la comparsa della cistite e le dimensioni esatte devono essere
stabilite con il ginecologo.
L’unico metodo contraccettivo di disturbo è la spirale,
che mira a creare un ambiente sfavorevole per l’ovulo e gli spermatozoi
all’interno dell’utero. In genere si tratta di un sistema efficace, ma
presenta qualche svantaggio: può favorire infezioni e infiammazioni,
spesso rende le mestruazioni molto abbondanti e dolorose, è sconsigliata
alle donne che non hanno avuto gravidanze.
Viene posizionata dal
ginecologo all’interno dell’utero e ha una durata che varia da 5 a 10
anni, a seconda del tipo. Anche questa non contiene ormoni e i disturbi
gastrointestinali non interferiscono con il suo “lavoro” di
contraccettivo. L’inserimento può essere un pò fastidioso, per
rimuoverla è necessario tornare dal ginecologo, e comunque è consigliato
effettuare dei controlli periodici per controllare che mantenga sempre
la posizione corretta.
Infine parliamo dei metodi naturali.
Il più grande vantaggio sicuramente è quello di non avere influenze
sull’organismo femminile, ma allo stesso tempo sono i più rischiosi,
proprio perchè bisogna conoscere profondamente il proprio corpo e
considerare una serie di variabili che possono comprometterne
l’efficacia. Ve ne parlerò un pò in generale, perchè a mio parere, è un sistema assolutamente soggettivo, poichè ogni donna è diversa dalle altre.
E’ un metodo che si basa sul calcolo probabilistico
del preciso momento dell’ovulazione, in base alla durata del ciclo
mestruale.
Nei giorni in cui si è a rischio gravidanza si evitano i
rapporti sessuali.
Si
tratta di un sistema poco affidabile, poichè tutto è legato al ciclo
della donna, che non sempre è perfettamente regolare e possono esserci
variazioni anche significative da un mese all’altro.
Durante le varie fasi del ciclo,
la temperatura interna del corpo cambia: è più o meno stabile nella
prima metà del ciclo, si abbassa e poi si alza rapidamente al momento
dell’ovulazione e rimane alta nella seconda metà del ciclo, scendendo
all’arrivo delle mestruazioni. Quindi si dovrebbe misurare la
temperatura ogni mattina alla stessa ora. Ma il rischio è che numerosi
fattori, come stress, cambio di stagione, infiammazioni… possono farla
variare sensibilmente.
Un
altro parametro che va tenuto d’occhio è la quantità e l’aspetto delle
secrezioni vaginali, che indicano il grado di fertilità della donna
durante le varie fasi. Si tratta di un metodo che ha sicuramente un
fondamento scientifico, ma è difficile da applicare proprio per le tante
variazioni che l’organismo può subire a causa appunto di tanti fattori.
In
tutta sincerità io non mi fiderei, ma questo è un mio parere personale…
Mi piacerebbe sapere come la pensate e quali sono le vostre
esperienze...

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