Quando ho letto la notizia ho tirato un sospiro di sollievo… finalmente! Era ora!
A prescindere dall’essere favorevoli o contrarie, dai motivi che portano ai pro e da quelli che invece vanno nei contro, io sono convinta che ogni donna, opportunamente informata
precedentemente, abbia il diritto di decidere (qualora ci siano le
condizioni per farlo) quali debbano essere le modalità con cui
affrontare il momento più importante della sua vita: il parto.
Questo tipo di anestesia locale aiuta le partorienti a sentire meno dolore durante il momento dell’espulsione e quindi ad essere coscienti,
poiché con la riduzione del dolore è più facile controllare e
coordinare le spinte al momento giusto, ascoltando le indicazioni del
personale sanitario.
Ma in Italia
fino ad ora è stata richiesta solamente dal 15% delle gestanti, poiché
non tutte le strutture la garantivano, alcune solo in determinate fasce
orarie e a costi anche troppo elevati.
Invece, con questa novità sicuramente tante mamme si sentiranno più tranquille, poiché sapere di poter ricorrere a qualcosa che allevi il dolore, rasserena e anche molto.
Parlo per me, secondo la mia esperienza. Io avrei voluto l’epidurale già dalla prima gravidanza,
ero impaurita all’idea di partorire e poi conoscendo la mia soglia del
dolore, pari a zero, mi sarei sentita più tranquilla, ma l’ospedale in cui ho partorito non la prevedeva affatto.
Risultato: quando ho saputo di aspettare la mia seconda bimba,
oltre a tutte le preoccupazioni legate al fatto che la primogenita
fosse ancora troppo piccola, ero assolutamente straterrorizzata (se si
può dire!!) dal parto! Piangevo all’idea di dover affrontare non il
travaglio, che fortunatamente per la seconda è stato più breve e poco
doloroso, ma proprio la fase espulsiva.
Il mio primo parto è stato un incubo, un’ostetrica incompetente non si è accorta che avevo rotto le membrane
nella parte alta del sacco, col risultato che alla fine ho “dovuto”
partorire dopo 48 ore quasi praticamente asciutta e oltre a me ha
sofferto anche la mia bimba! Non ero affatto collaborativa perchè il
dolore mi stava uccidendo e ho avuto un’infinità di punti…
Quindi come comprenderete, avrei voluto fare l’anestesia per la seconda volta, ma l’ospedale (differente dal primo) non la garantiva e la ginecologa non era neanche molto d’accordo…
Ecco il perchè della mia soddisfazione ora che ho saputo di questa notizia. Sono assolutamente per la libertà di scelta, soprattutto in momenti così tanto delicati sia dal punto di vista fisico che psicologico come questo.
Quindi d’ora in avanti uno dei punti contenuti nel Lea (Livelli essenziali di assistenza), approvato recentemente dal Ministero della Salute, sarà la garanzia dell’anestesia epidurale gratuita in tutte le regioni italiane e in tutte le strutture sanitarie, 24 ore su 24.