mercoledì 20 agosto 2014

Cos'è il puerperio e cosa accade durante questo periodo?

Le settimane successive alla nascita del bebè sono un periodo di grandi cambiamenti per la neomamma, non solo a livello fisico ma anche e soprattutto psicologico. Questi primi tempi vengono definiti puerperio.

In queste prime settimane ci saranno dei disturbi dovuti agli sbalzi ormonali, sono del tutto normali, quindi bisogna sapere a cosa si va incontro per affrontare tutto al meglio. C’è chi lo vive in modo assolutamente naturale, come è successo a me, in tutta sincerità non ho avuto grandi disturbi e comunque, presa completamente dalle mie figlie, a parte la forte stanchezza, non mi sono soffermata su ciò che accadeva alla mia persona.

Innanzitutto, se si ha avuto un parto naturale, molto probabilmente, soprattutto al primo figlio, hanno effettuato l’episotomia, cioè un taglio lungo la zona del perineo che serve per favorire l’espulsione del bambino.

Quando la ferita comincia a cicatrizzarsi, la pelle si gonfia e abbiamo quella sensazione dei punti che tirano. Per alleviare un po’ questo fastidio è molto utile la borsa del ghiaccio e sedersi su un cuscino molto morbido, perchè i primi tempi diventa doloroso e fastidioso anche sedersi. Anche quando si fa pipì si sente bruciare.

E’ importante fare molta attenzione all’igiene intima, lavandosi con acqua tiepida (io utilizzavo acqua fredda) e tamponando per asciugare la parte con un asciugamano morbido.

Per chi invece ha effettuato il cesareo, resta il fastidio della cicatrice. La ripresa della neomamma è più faticosa poiché si tratta comunque di un intervento chirurgico. All’inizio si potrebbero avere problemi ad evacuare e a urinare. Poi si possono avere delle difficoltà a muoversi, alzarsi e abbassarsi, qualsiasi movimento diventa fastidioso, anche ridere può causare dolore. La cicatrizzazione avviene più o meno in una settimana, durante la quale il taglio va medicato regolarmente. E soprattutto è importante evitare di fare sforzi per assicurare la completa cicatrizzazione della ferita. Andrà via un po’ più di tempo per riacquistare la sensibilità addominale che si aveva in precedenza.

Poi ci sono le lochiazioni, perdite un po’ più abbondanti delle mestruazioni che hanno una durata di circa 3 settimane, di cui ho parlato abbondantemente in un precedente articolo.

Non dimentichiamo i morsi uterini!! Io non ho avuto forti dolori durante il travaglio quanto dopo aver partorito, a causa delle contrazioni dell’utero appunto, che comincia a tornare al suo stato normale. Solitamente scompaiono nel giro di qualche settimana e sono più intense durante le poppate, poiché viene stimolata la produzione di ossitocina, l’ormone che provoca appunto le contrazioni. I morsi uterini sono più intensi dopo la prima gravidanza, man mano nelle successive, diventano più dolorosi.

Si possono avere dei problemi intimi, come la comparsa delle emorroidi. Alcune donne continuano a soffrirne dopo il parto, a causa dell’ingrossamento delle vene all’interno dell’ano che peggiorano se si è stitiche. Per aiutare è bene bere molta acqua e avere un’alimentazione ricca di fibre.

Un altro problemino può essere un’iniziale incontinenza urinaria, dovuta appunto al rilassamento dei tessuti vaginali e della muscolatura. Non capita a tutte le partorienti. Nel giro di 3/6 mesi dovrebbe andar via, anche grazie ad esercizi per migliorare l’elasticità del perineo, ma se dovesse protrarsi nel tempo sarebbe meglio rivolgersi al ginecologo.

Un fastidio fisico molto comune è la congestione del seno, poiché i primi giorni il bebè non riesce a svuotare completamente il seno durante le poppate e arrivando la montata lattea si ha quella sensazione di turgore dolente che passa nel giro di pochi giorni, nel momento in cui l’allattamento si stabilizzerà.

Naturalmente un aspetto del puerperio è rappresentato dalla stanchezza. Se si è neomamma per la prima volta ci si deve abituare ai ritmi del bambino, oltre al fatto che bisogna anche riprendersi piano piano proprio fisicamente dalle fatiche del parto. 

Inizialmente sarebbe utile seguire i ritmi di sonno-veglia del bimbo, in modo da potersi riposare quando anche lui dorme.

Bisogna considerare che non è facile smettere di dormire in modo continuativo la notte, per chi non è abituato è un vero e proprio trauma! Se poi si hanno altri figli più grandi, si deve pensare anche a loro, che vanno accuditi allo stesso modo e tutti si raddoppia, si triplica… Comunque ci si riesce! Io ho avuto le mie bimbe a pochissima distanza, 18 mesi, ed è stata dura effettivamente.

Allattamento per entrambe, cambio pannolino per entrambe, capricci per entrambe… non è facile, non avevo altri aiuti, ma con pazienza e organizzazione si fa! Certo magari chi ne fa un pochino le spese è la casa… non si può seguire tutto alla perfezione, mah…

Infine bisogna fare i conti con gli sbalzi d’umore, dovuti al calo di estrogeni e progesterone. Tutto si traduce in ansia, tendenza al pianto, a sentirsi inadeguate al ruolo che ci ha “investite”. Questo insieme di sensazioni e sentimenti che si manifesta nei primissimi giorni di vita del piccolo, prende il nome di baby blues. A questi sintomi si aggiungono cefalea, inappetenza, disturbo del sonno e della digestione, perdita della libido. In genere tutto si risolve entro i primi tre mesi di vita del neonato.

Ai disturbi del post parto appena elencati, si aggiunge anche la forte caduta di capelli, di cui vi ho parlato precedentemente in un precedente articolo.