Quanto è difficile trovare il giusto equilibrio nell’educazione di un bambino!
Non confondiamo le coccole e le attenzioni che diamo ai nostri figli con i vizi. Non è affatto così.
Piuttosto cerchiamo di fare in modo che non le abbiano tutte vinte. Questo sì.
Purtroppo è facile a dirsi ma a volte capita, inutile negarlo, per tanti motivi… per stanchezza, per i sensi di colpa che qualche volta ci colpiscono…
Io personalmente, mi stavo lasciando prendere la mano con la mia bimba “grande” che ora ha 3 anni e mezzo, nel momento in cui è nata la sorellina. Mi sentivo così in colpa nei suoi confronti… aveva solamente 18 mesi e senza che lei ne capisse qualcosa (perchè anche se ho cercato di spiegarglielo, non credo mi abbia mai compresa fino in fondo) improvvisamente si è trovata a dover condividere mamma, papà (ma soprattutto mamma!) e le attenzioni di tutti con un altro esserino che non faceva altro che mangiare e… mangiare!
Così, pur di cercare di consolarla, abbiamo cominciato ad accontentarla in tutto e lei, pur essendo piccola, ha presto capito che bastava piagnucolare per ottenere ciò che voleva. La stanchezza poi e le notti insonni giocavano la loro parte!
Col passare dei mesi però ci siamo resi conto che tra i “vizi” e il sopraggiungere dei terrible two, la cosa ci stava sfuggendo di mano. Così sono cominciati anche i No e abbiamo cercato di raggiungere un pò il “nostro” equilibrio. Già, perchè secondo me ogni famiglia ha il suo punto di equilibrio, ogni coppia di genitori lo stabilisce nel rapporto con i propri figli.
Certo, quando sono ancora troppo piccoli, si fatica parecchio per farsi ascoltare. Con la nostra treenne abbiamo ottenuto il grazie, scusa, per favore, al momento giusto e non abbiamo dovuto lavorare tanto.
Un pò più difficile è però convincerla a salutare quando si entra in casa di qualcuno o si va via, limitare i capricci abbastanza frequenti, farsi ubbidire in ogni circostanza, e soprattutto, la cosa che trovo decisamente più complicata è insegnarle e farle accettare la condivisione.
Figuriamoci poi… la prima forma di condivisione dovrebbe avvenire con la sorellina ormai duenne… e per il momento otto volte su dieci risponde con un No categorico!
Anche il primo anno di asilo, seppur utilissimo da tantissimi punti di vista, non è servito a correggere questo difettuccio. Solo da poche settimane sembra che si stia avviando verso la conclusione (ancora però lontana) di questa fase egocentrica.
Penso però che molto dipenda anche dal carattere e dalla predisposizione naturale del bambino stesso.
Naturalmente è sempre utile dare loro il buon esempio, sottolineare i comportamenti corretti elogiandoli e correggerli o rimproverarli quando invece, nonostante tutte le raccomandazioni, non si comportano in modo educato.
Consideriamo che a volte magari si dimostrano più scontrosi se hanno fame o sonno. Ricordiamoci che sono pur sempre bambini!
Bisogna considerare, a mio parere, ogni situazione singolarmente e conoscendo i nostri figli, capire il perchè dei loro comportamenti.
Imparare a comportarsi in modo adeguato nelle diverse situazioni è una parte fondamentale dello sviluppo sociale del bambino. Però non bisogna pretendere che apprendano tutto e subito. Ci vuole tempo, cominciando da piccoli, tanta pazienza e, ripeto, buon esempio!