Intorno
ai 3 anni o anche un pochino prima, generalmente in concomitanza con
l’inizio della scuola materna, i bambini cominciano ad interagire con un
“amico immaginario” che esiste nella loro fantasia, con cui giocano e parlano come se fosse reale.
Si tratta appunto di una creazione positiva
dei bambini, di un gioco, non bisogna assolutamente preoccuparsi,
poiché è un modo per portare fuori, per proiettare in qualcuno le
proprie emozioni, le preoccupazioni (a misura di bambino naturalmente)
che fanno parte della vita di ogni giorno, anche della vita dei nostri
piccolini.
E’ una fase che molti bambini attraversano tra i 3 e gli 8 anni,
e solitamente nasce in concomitanza con un evento o un cambiamento che
avviene nell’ambiente che li circonda. Non bisogna mai prenderli in giro
né sminuirli, ma piuttosto comportarsi con naturalezza, senza eccessi,
quindi non vanno rimproverati assolutamente né bisogna rendere “reale”
questa loro fantasia assecondandoli troppo. Restiamo a guardare senza
intervenire. E’ bene avere un atteggiamento comprensivo ma senza dare troppo peso alla cosa.
Secondo
i luoghi comuni, il bimbo che immagina un amico con cui relazionarsi è
solitamente introverso, ha difficoltà a socializzare con i coetanei… ma
in realtà non è vero, è meglio sfatare questo pensiero errato.
Certamente,
se i genitori si dovessero rendere conto che questa figura condiziona
le attività del piccolo, isolandolo dagli altri, allora sarebbe il caso
di consultare uno specialista dell’età evolutiva perchè potrebbe essere
sintomo di un qualche disagio da affrontare.
Ma in genere appunto si tratta del bisogno che ha il bambino di esternare in qualche modo le sue emozioni, i suoi sentimenti, di avere un amico “ideale” sempre al suo fianco. E’ un po’ come l’oggetto transizionale
(un peluche o un pupazzetto) del piccolino fino ai 3 anni più o meno,
che rappresenta simbolicamente la principale figura di attaccamento,
solitamente la mamma, e lo fa sentire più sicuro, non più solo insomma.
Una delle funzioni dell’amico immaginario è proprio questa. Crescendo i
nostri figli non hanno più bisogno di un gioco, di qualcosa di materiale
ma diventano capaci di affidarsi alla loro fantasia per “consolarsi” o comunque per affrontare timori o semplicemente per imparare a relazionarsi con gli altri.
Le
mie bimbe non hanno ancora raggiunto l’età di queste prime “invenzioni”
ma ricordo perfettamente quando io avevo la mia amichetta immaginaria,
da piccolina.
E voi? Avete vissuto questa fase? E da mamme la vedete già nei vostri figli?