Intorno ai 3 anni in media, i bambini cominciano ad esprimere la loro curiosità su tutto il mondo che li circonda, sulle novità che vivono ogni giorno e cominciano con i primi (che poi diventano continui) “Perchè?”
Mia figlia ha cominciato appena dopo i 2 anni, forse due o tre mesi fa… nel momento in cui ha scoperto questa nuova parolina… Pecchè????
Ormai
lo chiede per tutto ciò che vede, per tutto ciò che succede. E a volte,
seassiste ad esempio a qualcosa che la turba, la senti urlare tutta
arrabbiata Nooooo pecchèèèè?
E’
successo proprio ieri. Mentre stavamo passeggiando, un cagnolino che si
trovava con una coppietta quattro – cinque passi più avanti di noi, si è
accovacciato (era una femminuccia evidentemente) e ha fatto pipì. La
mia bimba grande si è girata verso di me con aria interrogativa e ha
cominciato No mamma pecchè pipì au au (il cane…)? Dopo averle dato la sua spiegazione, ha continuato a passeggiare soddisfatta.
Questa è una di quelle domande a cui è semplice rispondere, ma a volte le curiosità dei bambini sono stravaganti e scontate per cui diventa difficile anche trovare una risposta soddisfacente, altre volte le domande possono essere imbarazzanti e bisogna essere comunque capaci di dar loro delle risposte (a questo punto dobbiamo ancora arrivare…).
Per i bambini si tratta molte volte di conferme in realtà, di una sorta di rassicurazione, mentre altre volte sono davvero curiosi di capire come funziona
una certa cosa, e se non sono soddisfatti della risposta ci torneranno
su tante e tante volte fino a quando non andrà bene la spiegazione data!
Per soddisfare la loro sana curiosità è sempre bene cercare di rispondere con parole adatte alle loro capacità di comprensione, bisogna avere tanta pazienza e non limitarsi a spiegazioni scarne, ma cercare di stuzzicare ulteriormente la loro curiosità magari con l’utilizzo di strumenti adatti alla loro età che possano essere fonte di apprendimento per i nostri piccolini.
Innanzitutto bisogna non sottovalutare e sminuire mai le domande dei bambini, ricordiamo che niente è scontato o troppo semplice per loro. Rispondiamo con parole semplici,
mai con spiegazioni troppo dettagliate che alla lunga annoieranno il
bimbo che alla fine non si sentirà neanche soddisfatto poi e che tornerà
presto alla carica con nuove domande sull’argomento. E un’altra cosa
fondamentale è non dire bugie. Esiste sempre un modo
per raccontare loro la verità rispettando le loro esigenze e la loro
sensibilità. L’importante è far capire al proprio bimbo che non sempre
il genitore è in grado di rispondere con precisione a tutto, e che il
problema si può risolvere facendo delle ricerche e informandosi
chiedendo a chi è più competente.
In
questo modo si insegna al bambino che non bisogna aver timore di
chiedere, e al contrario, cercare soluzioni e informazioni aiuta a crescere con intelligenza.
