Non ne conoscevo neanche l’esistenza… ma l’asilo ci sta facendo costruire un bel (si fa per dire) bagaglio di conoscenza sulle malattie infettive…
Si tratta di un virus un pò aggressivo, la prima causa di gastroenteriti virali dai 6 ai 24 mesi, che colpisce moltissimi bambini soprattutto nei primi 5 anni di vita. Come ho già accennato, è contagioso e si diffonde soprattutto negli asili, poiché il contagio avviene oltre che tramite le feci contaminate, anche attraverso goccioline di saliva emesse con la respirazione, ecco il motivo per cui risulta altamente infettivo, proprio perchè al contrario degli altri virus intestinali si trasmette anche per via aerea, quindi tutte le norme igieniche possibili non garantiscono che non si venga colpiti.
I primi sintomi
in genere sono vomito, diarrea, (anche 10/15 volte al giorno) dolori
addominali e nella fase acuta può comparire anche la febbre, ma se si
segue una dieta adeguata, nel giro di 48 ore la situazione migliora.
In realtà non ci sono farmaci
che possiamo utilizzare per combattere questo virus, poiché gli
antibiotici combattono i batteri ma sono inefficaci contro i virus
appunto , piuttosto è il nostro organismo che cerca di difendersi
producendo gli anticorpi (e infatti si riconosce la
presenza del virus proprio perchè nelle analisi delle feci rilevano la
presenza di questo genere di anticorpi) e anche se ciò non garantisce
l’immunità alla malattia, poiché ci sono numerosi ceppi, nel caso in cui
ci si dovesse ammalare successivamente, sarà sicuramente in modo più
lieve.
Nella fase acuta
soprattutto è necessario ridurre le quantità di cibo, evitare almeno
per le prime 12/24 ore il latte vaccino, che verrà poi ripreso in modo
graduale, diluito, e ridurre al minimo l’apporto di vegetali e frutta.
Nei lattanti non va sospeso invece il latte materno.
In genere ha una durata di 3-8 giorni,
anche se in alcuni casi può proseguire in maniera più blanda ancora per
una decina di giorni.
L’importante è fare attenzione ad integrare liquidi e sali,
soprattutto nei bambini non è sempre facile, si può ricorrere a the,
zucchero, limone e fette biscottate, Coca cola sgassata e diluita con
acqua, Gatorade e Powerade, e poi ci sono le varie soluzioni
reidratanti, come il Dicodral ad esempio. Se invece vi rendete conto di
non riuscire, portate il bimbo in ospedale dove provvederanno a reintegrare le sostanze necessarie per endovena, evitando la disidratazione, i cui sintomi sono: ridotta produzione di urina, sete eccessiva, secchezza della bocca e sonnolenza insolita.
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