Il mio non sarà certamente un articolo professionale, dal punto di vista psicologico intendo. Ma sarà solamente una riflessione da mamma e da insegnante.
Per diversi anni ho lavorato con i bambini
dai 6 ai 10 anni, nelle scuole elementari, facendo progetti musicali,
aiutando i piccoli ad esprimere il loro lato creativo, la loro
sensibilità musicale appunto.
Mi
sono resa conto che alcuni sono più sicuri di altri, ma non è solo una
questione di carattere. Osservando un po’ più attentamente l’approccio che avevano i genitori con loro e viceversa ho potuto scorgere una correlazione tra buona autostima del bambino e atteggiamento gratificante e positivo del genitore, mentre ai bimbi più insicuri, più timorosi, che non volevano mai mettersi alla prova di fronte ai compagni, corrispondevano genitori più apprensivi, che si ponevano quasi sempre in modo un po’ negativo, di diffidenza nei confronti delle novità e delle iniziative.
Certo, io penso che molto gioca il carattere, la timidezza a volte non deriva da niente in particolare, ce l’abbiamo nel Dna. Ma infatti bisogna distinguere la timidezza dall’insicurezza che invece porta ad avere una scarsa autostima di sé.
Io sono stata una bimba molto timida, ma non insicura, ricordo perfettamente le sensazioni gratificanti, la soddisfazione
che provavo quando i miei genitori mi dicevano che ero stata brava, che
erano contenti di me, che ero la loro gioia. Non ricordo mai di essere
stata denigrata né sottovalutata da loro. Mentre purtroppo ho avuto
l’occasione di vedere con i miei occhi genitori di alcuni compagni che
ripetevano ai figli che non erano capaci, che nella vita non avrebbero
combinato nulla… Lo sguardo mortificato di quei ragazzi non potrei dimenticarlo mai…
Io con le mie figlie seguo la linea dei miei genitori. Non carico mai su di loro le mie aspettative e so che le lascerò libere di scegliere
scuole e percorsi nella loro vita, sempre osservando e consigliando, ma
sicuramente non metterò loro ansia e non ripeterò mai abbastanza che
sono la mia gioia, il mio cuore e sono fiera di essere la loro mamma!
Alla fine penso che debba essere una cosa naturale per un genitore stimolare ed incoraggiare
sempre il proprio figlio, anche e soprattutto nelle situazioni di
difficoltà, e gratificarlo (non è detto con un premio, ma anche solo con
una parola e un abbraccio) quando si comporta bene, quando riesce a
superare una difficoltà.
Non sono per le punizioni
(se non strettamente necessarie e comunque anche in base all’età) o i
musi lunghi dopo un evento spiacevole o una monelleria. Certamente sono
per il rimprovero seguito da una spiegazione chiara e comprensibile per
loro (bisogna però sicuramente distinguere i casi e le età) e un
riappacificamento rapido!!
Penso che bisogna sempre aiutare i piccoli a credere nelle proprie capacità, a non arrendersi, a cercare sempre una soluzione.
Secondo me questo atteggiamento positivo è il mezzo giusto per spingere i nostri figli a contare innanzitutto su se stessi e a relazionarsi in modo sereno poi con la società, nella scuola, nello sport, nei gruppi di amici…
Spero che le mie figlie crescano forti e sicure,
perchè a mio parere bisogna per prima cosa volersi bene, in questo modo
si può affrontare la vita guardando sempre avanti e superando gli
ostacoli che pone sul nostro cammino.
E voi mamme, qual’è la vostra esperienza tornando con i ricordi alla vostra infanzia? E come vi ponete con i vostri figli?