giovedì 14 agosto 2014

Dubbi sullo svezzamento


In questo articolo ho pensato di raccogliere un po’ i dubbi che noi mamme abbiamo di solito quando arriva il momento di svezzare i nostri bambini. Spero possa essere utile a chi comincerà questa nuova avventura!


Che cosa si intende per svezzamento?

Per svezzamento si intende il passaggio da un’alimentazione esclusivamente a base di latte ad un’alimentazione che comprende cibi solidi e che va man mano arricchendosi di nuovi sapori. Si tratta di una fase importante e delicata, poiché porta delle grosse novità per il nostro bambino: innanzitutto non dovrà più solo deglutire ma dovrà imparare a masticare, si passa dal solo biberon o dal seno al cucchiaino, scoprirà gusti e consistenze diverse.

A quanti mesi si dovrebbe cominciare?

In genere si comincia tra i 4 e i 6 mesi (se si allatta al seno è consigliato ritardare lo svezzamento poichè il latte materno contiene tutti i nutrienti necessari al piccolo). In ogni caso è meglio non cominciare mai prima dei 4 mesi perchè l’apparato digerente non è pronto ad assumere cibi differenti dal latte.

Da dove e come si comincia?

Molti medici consigliano di cominciare i primi giorni con un po’ di frutta per far abituare il bambino alla nuova consistenza e soprattutto al cucchiaino. Io sono andata avanti con le mie bimbe per circa 15-20 giorni con sola frutta oltre al latte. Dopo si introduce la prima pappa a pranzo, costituita da brodo vegetale, crema di riso o di mais e tapioca, parmigiano e un filo d’olio extravergine d’oliva. Dopo qualche giorno si può aggiungere un liofilizzato di carne o mezzo omogeneizzato, almeno all’inizio, perchè sono più digeribili rispetto alle preparazioni casalinghe. Con la carne possiamo introdurre le prime verdure passate, con cui si cucina il brodo: patata, carota e zucchina. Dopo un mese circa si può cominciare anche con la cena la sera.

Perchè i cibi vanno introdotti poco per volta?

Innanzitutto proprio perchè l’apparato digerente dei bambini non è perfettamente maturo, quindi bisogna andare con cautela per dare la possibilità allo stomaco di abituarsi ai nuovi cibi. Inoltre è consigliabile aspettare sempre 4-5 giorni tra un nuovo cibo e l’altro per verificare eventuali reazioni allergiche, che si manifestano con vomito, diarrea o eruzioni cutanee. A proposito bisogna ricordare che il glutine (e quindi tutti i prodotti che lo contengono) non va introdotto prima dei 6 mesi ed è necessario attenersi allo schema che il pediatra suggerisce poiché alcuni cibi vanno introdotti nei mesi stabiliti e anche oltre i 2 anni di età.

Rifiuta la novità?

Non preoccupatevi. E’ naturale che durante i primi assaggi magari il bimbo sputi o si rifiuti categoricamente di continuare. E’ tutto nuovo e diverso dal latte! Abbiate pazienza e riprovate nei giorni successivi sempre con piccoli assaggi e senza forzarlo.

Se non vuole mangiare posso dargli la pappa con il biberon?

Sarebbe meglio di no, in modo che piano piano si abitui al nuovo modo di mangiare, distinguendo il momento del latte e quello del pranzo o della cena. Certo è che è un modo più comodo e veloce sia per la mamma che per il bambino se si rifiuta continuamente di collaborare. Io direi che magari all’inizio si potrebbe anche fare (a me non è capitato di dover ricorrere a questa soluzione, le mie bimbe hanno accettato di buon grado le novità, ma alcune mie amiche l’hanno fatto) per farlo abituare ai nuovi sapori, ma non a lungo. Così, facendo un passetto alla volta, poi si può passare al cucchiaino in modo che abbia già familiarità con i nuovi cibi e cominci ad accettare anche il nuovo modo di mangiare.

E’ possibile scaldare la pappa nel forno a microonde?

Certamente. E’ stato accertato che la cottura nel forno a microonde non provoca la formazione di sostanze cancerogene nei cibi. Quindi scaldate la pappa senza problemi.

Si possono utilizzare i surgelati?

Certamente. Nel processo di surgelamento soprattutto dei vegetali, le sostanze nutritive non vengono perse, quindi si può procedere al consumo tranquillamente. L’importante è attenersi alle giuste condizioni di scongelamento.

Se vi vengono in mente altre domande scrivetemi e faremo una seconda raccolta in un nuovo articolo!