Sin dalla nascita, i nostri figli fanno tantissimi progressi, ogni giorno. Alcuni più visibili, altri meno evidenti, ma ugualmente importantissimi.
Vediamo in particolare come si evolve il loro sviluppo psicomotorio nei primi sei mesi di vita. Naturalmente si tratta di linee generali, i bambini non sono tutti uguali e non progrediscono tutti allo stesso modo, quindi considerate appunto quello che leggerete di seguito come delle indicazioni orientative. Voglio dire, soprattutto alle mammine apprensive, che se il vostro bambino non segue perfettamente lo schema riportato non è che ci sia da preoccuparsi… date tempo al tempo! Infatti i pediatri parlano di progressi in un determinato periodo, non in un momento preciso.
Sin dal primo giorno di vita, il neonato presenta il riflesso di suzione. Infatti se proviamo a sfiorargli le labbra subito avrà l’istinto di girarsi verso il punto da cui è arrivato lo stimolo e se gli viene proposto il seno o il biberon, comincia a succhiare istintivamente. A volte questo riflesso si verifica anche durante il sonno. (Ricordo entrambe le mie bimbe, mi fermavo a guardarle mentre dormivano e ciucciavano… che tenerezza!!).
Un altro comportamento tipico del neonato (e fino ai 6 mesi circa) è il riflesso di Moro. Si verifica in particolare quando si spaventa, spalancando braccia e gambe, a volte con un pò di pianto.
Il riflesso di prensione lo possiamo osservae quando appoggiamo un dito ad esempio sul palmo della manina distesa. Subito il bimbo stringe il pugnetto con forza. Questo riflesso scompare intorno ai 10 mesi, anche se nel corso dei mesi precedenti si affievolisce.
Il riflesso di raddrizzamento si evidenzia quando teniamo il neonato con i piedini appoggiati su un piano, in posizione verticale, vediamo che il piccolo si spinge con i piedi quasi a raddrizzare gambe e tronco.
Correlato a quello di raddrizzamento c’è il riflesso di deambulazione automatica, poichè, una volta tenuto “in piedi” il bambino sembra voglia camminare o saltellare.
I neonati fino ai tre mesi intravedono con la coda dell’occhio, con la visione periferica, notano meglio i contrasti e i movimenti. Fin da piccolissimi però sentono una grande varietà di suoni e sono sensibili alla voce umana, particolarmente a quella della mamma.
Tra i due e i tre mesi, il bimbo comincia a tenere dritta la testa, se viene messo a pancia in giù comincia a sollevarla, si guarda intorno, risponde ai sorrisi e quindi inizia ad interagire. Comincia ad usare le manine: le apre, le unisce, le mette in bocca per succhiarle o leccarle. E’ capace di girare la testa da una parte e dall’altra seguendo gli stimoli sonori e dunque comincia a localizzare i suoni. Contemporaneamente compaiono anche i primi vocalizzi. La vista migliora molto, segue la mamma con lo sguardo e il suo cervello è in grado di distinguere diverse centinaia di parole.
Dai quattro mesi i piccoli cominciano a restare svegli un pò più a lungo. Giocano sempre di più con le manine, osservandole molto, cercano di afferrare gli oggetti sospesi e quelli che vedono davanti a loro, e se ci riescono se li portano alla bocca. In posizione supina riescono a stare ben dritti sulla schiena e iniziano ad avere la capacità di girarsi su di un lato. Emettono le prime risatine sonore e cominciano a manifestare la capacità di ricordare. La vista è migliorata tantissimo, ora vedono come gli adulti.
A cinque mesi più o meno, seduti non sono ancora stabili e si osservano molto i piedini. Cominciano a mostrare le preferenze per un giochino invece che per un altro e quando li teniamo in braccio sono capaci di sostenere per bene la testa.
Dai sei mesi i bimbi sono capaci di sollevare la testa appoggiandosi sulle braccia, stanno seduti da soli, prima appoggiandosi sulle manine davanti, poi man mano raggiungono il giusto equilibrio , anche senza manine. Afferrano bene gli oggetti, li scuotono, li portano alla bocca e li buttano continuamente per terra. Messi in posizione di gattonamento si spingono all’indietro. Stanno seduti correttamente nel seggiolone, giocano con mani e piedi, portandoseli anche alla bocca. Sono capaci di girarsi dalla posizione supina a quella prona. Cominciano ad imitare i suoni, vocalizzano allo specchio e agli oggetti, riconoscono i genitori e i parenti che vedono spesso, interagendo sempre di più, mentre iniziano a manifestare la paura dell’estraneo.
E’ importante ricordare che ogni bambino progredisce alla propria velocità, non secondo uno schema fisso. Non cerchiamo di anticipare i tempi, non mettiamogli fretta, ma osserviamo bene la sua capacità di procedere per gradi.
E soprattutto… niente paragoni!