sabato 16 agosto 2014

Inserimento all'asilo... pronte mamme?


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In questi giorni già i primi istituti hanno riaperto i battenti e tanti bimbi hanno affrontato il loro primo giorno di scuola! A noi toccherà domani 16 settembre… per la mia bimba “grande” comincerà il secondo anno di scuola materna.

L’anno scorso, come per tutti i neofiti, abbiamo fatto un breve periodo di inserimento della durata di due settimane, che è consistito nel restare con i nostri piccolini per un’ora circa, in aula per trasmettere quella sicurezza che ogni bimbo (chi più chi meno) ha bisogno di sentire in un momento delicato come questo, che rappresenta il primo vero distacco dalla mamma.

Non bisogna sottovalutare mai ciò che i nostri bimbi possano provare in un momento così importante per loro… Ma l’importante è dare il giusto peso, senza esagerare e cedere alle prime lacrime.
Anche chi inizialmente non manifesta il disagio, potrebbe esprimerlo più avanti con diversi atteggiamenti. 

Vi parlo della mia esperienza personale. Mia figlia, l’anno scorso è stata bravissima sin dall’inizio. Non ha mai pianto, anzi, i primi giorni mi chiedeva perchè tutti gli altri bimbi stessero piangendo… io le rispondevo che volevano andare a casa con la mamma e lei si vedeva chiaramente che non comprendeva pienamente… perchè a dir la verità, lei ha pianto sì, ma al ritorno! Non voleva tornare a casa… e non vi nascondo che mi sono sentita un pò confusa in quei giorni… non capivo perchè non volesse tornare a casa con me, dovevo proprio trascinrla! Vedevo tutti gli altri bimbi correre incontro alle mamme e la mia invece correva nel senso contrario, per non essere portata via! Ho parlato con la maestra e la dirigente che un pochino hanno anche ironizzato sulla cosa, perchè hanno avvertito il mio disagio e quindi sdrammatizzavano per non appesantire una situazione normalissima… Piano piano la mia bimba ha capito che in asilo doveva tornarci tutti i giorni e si è tranquillizzata, e io con lei. In pratica pensava che quelle fossero solo delle “occasioni”… ma quando ha compreso che ormai era diventata la routine, le sue reazioni sono rientrate nella “norma” diciamo così.

Ma con il passare del tempo sono cominciate anche le sue richieste di non andarci… non sempre, ogni tanto… e qualche volta la maestra mi ha detto che ha fatto capricci e che mi ha cercata. 

Un paio di volte l’ho trovata in lacrime e devo ammettere di essermi sentita triste… prima di allora non avevo completamente compreso le altre mamme, quelle che uscivano dalla porta con gli occhi lucidi per aver lasciato i bambini dentro a disperarsi… Io sono una mamma apprensiva e sicuramente avrei reagito male, forse anche peggio di loro. Ma fino a quando non ho visto mia figlia piangere non l’ho capito, sarò sincera.

Prima che cominciasse mi sono fatta mille domande: “e se non dovesse trovarsi bene? e se la mettono da parte? e se le fanno del male (perchè mia figlia non è capace ancora di difendersi…)? e se…” la maestra conoscendomi mi tranquillizzava dicendo che mi avrebbe chiamata se avesse visto segnali di insofferenza, essendo anche la più piccola (2 anni e mezzo) era un pò come una sperimentazione, per vedere quale fosse la sua reazione, quindi non eravamo convinti di mandarla definitivamente. Mi “consolava” il fatto che se avessi visto qualcosa che non andava potevo riportarla a casa con me e farla ricominciare l’anno successivo. Ma questa era solamente un modo per tranquillizzare me stessa… in realtà lei stava benissimo, sì, ha fatto qualche capriccio come tutti gli altri, ma in mezzo agli amichetti, tra i giochi e i libri da colorare, era perfettamente a suo agio! E adesso non vede l’ora di ricominciare! Domani è il grande giorno, vedremo come reagirà. Io sono già in ansia!

Vi ho raccontato la mia esperienza per trasmettere alle mamme che in questi giorni stanno provando l’ansia della separazione, o che la proveranno domani, che a volte è più nostra la paura. Vorremmo proteggere i nostri bimbi in ogni situazione, prevenire qualsiasi disagio… ma non è possibile. 

Dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, quelle adatte alla loro età naturalmente, quelle che li aiuteranno a crescere. E confrontarsi con i coetanei, imparare a condividere, imparare a gestire le liti e i capricci, perchè non si è al centro dell’attenzione dell’adulto come a casa, li aiuta a “diventare grandi”.

La scuola materna è una palestra di vita molto importante per i nostri bambini.
Certo, le reazioni possono essere diverse. Ci sono bambini come la mia che manifestano qualche insofferenza durante l’anno. Io ho reagito cercando di capire perchè, ne ho parlato con la maestra che ha prestato in quel periodo un pochino di attenzione in più a lei, e tutto è passato rapidamente. Ci sono bimbi che diventano prepotenti, aggressivi o al contrario molto timidi. 

L’importante è spiegare loro ciò che affronteranno. Raccontare di quanti amichetti conosceranno, di quanti giochi nuovi impareranno… e rassicurarli sempre dicendo che mamma e papà torneranno presto a riprenderli per restare con loro tutto il resto della giornata. Ancora ci sono bimbi che regrediscono, ricominciando a farsi la pipì addosso… non preoccupatevi, è il loro modo di manifestare il disagio, passerà anche questa fase. Armatevi solo di pazienza e tanti cambi subito pronti all’uso!

Un’altra cosa fondamentale è non far affrontare al bambino più cambiamenti contemporaneamente. Non togliete il ciuccio nè il pannolino in concomitanza con l’inserimento all’asilo. Cercate di organizzare i tempi e fare tutto in momenti diversi e un pò distanti tra loro, perchè dovete dar modo al bambino di adattarsi ad ogni cambiamento.


Cercate di mantenere la routine anche nel fine settimana, così non si creerà confusione. La quotidianità rassicura molto i bambini. Io i primi giorni, quando il tempo ancora lo permetteva, nel pomeriggio portavo le mie bimbe al parco o a fare passeggiate con la “compagnia” di un buon gelato a merenda, così da rendere la giornata intera serena e divertente.

Bisogna essere comprensivi, ma sempre fermi nelle proprie scelte, perchè se si assecondano troppo i capricci e le paure, non aiutiamo i nostri figli a crescere, ma alimentiamo i loro timori. Se portiamo via il bambino perchè non smette di piangere, lui penserà che aveva ragione allora. Quadno anche la mia bimba, come vi ho già detto, andava riluttante all’asilo, piagnucolando, le dicevo che comprendevo il perchè del suo pianto, la consolavo, ma le dicevo anche che ormai era diventata grande e, non so se facevo bene o male, le ho promesso che dopo l’avrei portata al parco o avremmo fatto insieme un puzzle che a lei piace tanto. Sono pur sempre bambini ancora molto piccoli, quindi dobbiamo fare in modo di rasserenarli di fronte a questi comportamenti. Non parlo da psicologa certamente, ma solo da mamma e da insegnante.

Non facciamo mai commenti negativi quando siamo con gli altri, nè sui comportamenti del bambino nè sulle maestre, ma pargliamogli sempre in chiave positiva, mostriamogli tutte le cose belle che imparerà e che potrà fare all’asilo.

Anche se dovesse continuare a piangere, non scappiamo via mentre è distratto. Gli sembrerà di essere stato abbandonato. Salutiamolo sempre con un bacio e un sorriso e non tentenniamo sulla porta, facciamoci vedere sempre decise. In ultimo, cerchiamo di non arrivare in ritardo, perchè, soprattutto se il bambino è timido, sarà più facile inserirsi nei giochi se non c’è ancora “folla”, ma ci sono pochi compagni.

La cosa importante, ripeto, è trasmettere sicurezza e positività. Se siamo noi per prime timorose e indecise lo capiranno anche loro e le reazioni saranno peggiori di quelle che ci aspettiamo. Quindi anche in caso di pianto prolungato non cambiamo il nostro atteggiamento. In genere la situazione dovrebbe risolversi nel corso del primo mese, se poi, le cose non dovessero cambiare e il bambino si dispera fino a vomitare e continuare per ore, rivolgetevi al dirigente e allo psicologo infantile che segue la scuola che frequenta vostro figlio. Vedrete che in breve tempo, seguendolo più da vicino, capirà quali sono i suoi disagi e collaborerà con voi per aiutarvi a superare questi comportamenti.
Buon inizio a tutti i nostri cuccioli, piccoli e grandi!