sabato 16 agosto 2014

Quanto è importante il gioco per i nostri bambini?

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Moltissimo! Il gioco ha tantissime sfaccettature ed è importantissimo perchè li aiuta a crescere, a migliorare osservazione, percezione e li segue in tutte le tappe che riguardano il loro sviluppo psico-motorio.


Le mie bimbe stanno crescendo e osservandole mentre svolgono le loro attività quotidiane mi rendo conto di quanto il gioco le aiuti nel linguaggio, nell’attività fisica, nello sviluppo della creatività…
Certo, hanno un’età diversa (3 anni e mezzo e 2 anni) e quindi gli interessi non sono sempre comuni, ma spesso giocano anche insieme, ultimamente sempre di più. 

Sin da piccolissimi è bene dar loro strumenti con cui poter sperimentare i vari tipi di tessuto e materiale: libri morbidi, sonaglini da mordere…molto importanti per lo sviluppo dei sensi: tatto, udito e vista. Man mano si va avanti (dopo i 6 mesi) possiamo proporre giocattoli sonori che si attivano schiacciano morbidi tasti, ma possiamo anche utilizzare utensili e oggetti che abbiamo in casa, naturalmente stando attenti che non siano pericolosi, come cucchiai di gomma, rotoli di cartone, contenitori con fogli colorati o animaletti all’interno, bottigliette sigillate in cui abbiamo inserito una manciata di riso o di legumi, per farglieli “suonare” come maracas!

Dopo l’anno di età, per aiutare il bambino a sentirsi più sicuro nel mettere i primi passetti, di grande aiuto sono i Primi Passi, io personalmente l’ho trovato davvero un giocattolo molto utile. Entrambe le mie bimbe lo hanno utilizzato e dopo aver imparato a camminare hanno continuato a giocarci, perchè in genere si tratta di vere e proprie stazioni-gioco, nel nostro caso ci sono tasti sonori che si attivano al passaggio di formine inserite nel forellino giusto. Ormai però l’ho archiviato, perchè la grande aveva smesso di utilizzarlo e da poco anche la piccolina.

Tra i 15 e i 18 mesi comincia la vera e propria fase di esplorazione, quindi saranno incuriositi da ogni tipo di scatola contenente giochi. Possiamo proporre i primi puzzle formati da 4 cubi da associare, ma anche libri colorati da guardare, libri musicali da premere e ascoltare, anche le prime matite colorate con un foglio per dare spazio ai primi scarabocchi.

Intorno ai 2 anni gli interessi cominciano a cambiare. Gli scarabocchi restano ancora tra le attività preferite insieme ai giocattoli musicali. La mia bimba ad esempio ama giocare con la fattoria che riproduce tutti i versi degli animali, gioca a fare la rockstar con una chitarra che riproduce melodie ad ogni tasto e con un piccolo pianoforte con tanto di microfono e sgabello, su cui si esibisce come una piansta in miniatura (al microfono è ancora tanto interessata anche la sorellina grande!). Un posto di rilievo occupano anche le costruzioni, dalle prime, gommose, a quelle ad incastro, con cui si sbizarriscono e creano opere di architettura vere e proprie! Siamo anche nel periodo dei palloni, questo per entrambe, di tutti i colori e le dimensioni (per la cronaca… ho messo via tutti i soprammobili!) da calciare e provare a far rimbalzare.

Poi ci sono i giochi di ruolo, molto molto importanti per la crescita psichica del bambino: calarsi nei panni del dottore o della mamma che con il grembiulino cucina per le sue bimbe (bambole) fa sperimentare loro nuovi personaggi da interpretare, per sentirsi “grandi”. Tra le bimbe gettonata è anche la ballerina, con tanto di piroette improvvisate e saltelli in lungo e largo per il salone, la principessa, con bacchetta magica e corona di cartone… I personaggi in cui calarsi possono essere davvero tanti!

Poi certo, ci sono le classiche bambole, le Barbie, (o le macchinine per i maschietti) con cui inventare storie ogni giorno, da pettinare, portare a spasso nel passeggino e da mettere a nanna la sera.
Per stimolare la creatività si può utilizzare il pongo, con cui formare tanti animaletti o anche solo un bel fiorellino coloratissimo! Poi ci sono giocattoli che ci vengono in aiuto, come quelli fatti con i chiodini, per comporre figure sempre nuove. Intorno ai 3 anni sono utilissimi i giocattoli interattivi, quelli educativi, che insegnano nuove paroline, colori e numeri. 

E naturalmente fondamentali sono i giochi all’aperto, tempo permettendo, come altalene, scivoli e strutture su cui arrampicarsi (per i più grandicelli, si capisce). A me è piaciuto molto anche il regalo della casetta, ricevuto dalle mie bimbe già più di un anno fa. Quello è come un “rifugio”, un posticino tutto loro, in cui portano le bambole a fare la nanna, o dove una delle due ci porta il suo gioco preferito per giocarci in santa pace, senza l’intromissione (momentanea) della sorellina, sicuramente nel frattempo occupata con altro.

Fino ad ora vi ho parlato delle categorie di giocattoli che abbracciano un pò i primi anni dei nostri figli e che li accompagnano nelle prime fondamentali tappe della loro crescita.

Al giorno d’oggi ormai tutto sta diventando ipertecnologico, anche i piccolini utilizzano consolle e comandini interattivi vari… Vi dirò la verità, non sono contraria, ma penso che anche questi giochi di nuova generazione  abbiano la loro utilità e siano divertenti, ma come tutte le cose non si deve eccedere e soprattutto non devono diventare l’unico giocattolo del bambino. E’ giusto dare loro tutti gli strumenti necessari per aiutarli a crescere con una conoscenza quanto più possibile completa , fornirgli comunque gli strumenti per non restare “indietro” con i tempi.

Inoltre ricordiamoci che la nostra presenza è importante per i nostri figli e ritagliare uno spazietto per giocare con loro vale più di mille giocattoli. Naturalmente è bene anche lasciarli giocare da soli, così da dar loro la possibilità di sviluppare immaginazione e inventiva. Cerchiamo anche di farli socializzare nelle belle giornate, portandoli al parco dove incontrano altri bambini. Può capitare, soprattutto nei più piccolini, fino ai 2 anni circa, di non vederli interagire con i coetanei, non preoccupatevi, è normale, non tutti istintivamente giocano insieme, magari sono vicini, ma fanno giochi diversi. Se si osserva una prima classe di scuola materna infatti spesso si può notare questa cosa, molti dei bambini sono vicinissimi, ma non interagiscono tra loro, si dedicano ad attività differenti. Dopo i 3 anni invece (ma non è una regola che vale per tutti) si comincia a fare “squadra”.
Quindi in conclusione, tutte le forme di gioco sono importanti e fondamentali per il corretto sviluppo psico-fisico dei nostri bambini: dall’educativo a quello di ruolo, da quello di gruppo all’individuale. 
Ogni categoria di giocattolo accompagna le varie tappe della loro crescita, mettendo anche in evidenza la predisposizione del bambino stesso. 

Ogni volta che scegliamo un giocattolo perciò, oltre a guardare l’età per cui è consigliato, fermiamoci ad osservare le sue caratteristiche e cerchiamo di capire se al nostro bimbo possa interessare. Così eviteremo che magari, trovandolo noioso, lo metta da parte per giocare con l’involucro!