martedì 19 agosto 2014

La paura dell'esraneo si manifesta in tutti i bambini?

A quanto pare no! Quando intorno agli 8-9 mesi la mia primogenita cominciò a piangere terrorizzata alla vista di sorrisi ed effusioni provenienti da estranei, confesso, un po’ mi sentivo in imbarazzo, perchè vedevo i visi sorpresi della gente come se la mia bimba fosse un’aliena, che piangeva senza motivo, di fronte a chi non conosceva!

In realtà non era proprio così… scoppiava in lacrime se provavano a prenderla in braccio contro la sua volontà o erano troppo affettuosi, troppo irruenti, diciamo così. Ho cominciato a documentarmi, non riuscivo a capire il perchè di questo suo comportamento, pensavo che la colpa fosse mia… forse stava troppo in casa con me (di questo mi accusavano delle zie che non andavo mai a trovare!), ma con chi altra avrebbe dovuto stare dato che io sono la sua mamma?!? E poi non poteva essere così, perchè con i nonni, gli zii e i nostri amici era molto socievole e sempre sorridente.

Insomma cercando cercando mi sono imbattuta nella “paura dell’estraneo”, cioè l’angoscia che assale il bambino nel momento in cui si trova con persone a lui non familiari, riconoscendo nella mamma il suo principale punto di riferimento. Compare intorno all’ottavo mese di vita a quanto pare, ma non in tutti i bambini e non dipende né dai genitori né da altri fattori, è solamente una questione caratteriale, legata alla paura dell’abbandono, del distacco dalla mamma, e sparisce da sola, così come arriva, dopo un po’ di mesi. 

La mia bimba grande l’ha avuta almeno fino ai 15-16 mesi. Ancora adesso che di mesi ne ha quasi 28, non si “fida” di tutti. In genere è molto socievole, parla (a modo suo) con le persone che si rivolgono a lei e saluta, sorride… ma a volte capita che qualcuno non le piace a pelle evidentemente e non dà confidenza.

Adesso siamo nell’età piena con la piccolina! Ma non è così evidente come lo è stato nella grande. Lei si limita ad aggrapparsi a me, mi stringe proprio forte quasi volesse dirmi “Non lasciarmi mamma, non voglio andare in braccio a nessuno!!” e comincia a sorridere solo dopo aver osservato per bene chi ha di fronte. 

Questo suo atteggiamento chiaramente evidente è di una tenerezza disarmante!

Una riflessione posso fare però, penso che con i bimbi bisogna avere sempre un approccio soft, delicato, mai irruento o troppo espansivo, (anche se naturalmente si agisce in buona fede, mica con l’intento di spaventarli) perchè si mettono subito sulla difensiva, mentre se piano piano si abituano alla presenza di una persona estranea prendono confidenza senza problemi né comportamenti timorosi. Almeno questo è ciò che bisognava e bisogna fare con le mie bimbe.