martedì 19 agosto 2014

Togliere il ciuccio ai nostri bimbi... non è sempre difficile!

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Pensavo peggio!! Qualche mese fa ho cominciato a pensare che fosse il caso di togliere l’adorato ciuccio alla mia bimba grande.

 Immaginavo fosse un’impresa ardua, quasi impossibile direi, invece con mio grande stupore non è stato così.

Vi spiego anche il perchè. Mia figlia è stata da sempre legatissima al suo “ninni” (lo chiamava così), lo voleva non solo per dormire, ma per guardare i cartoni, quando non otteneva ciò che voleva, se era arrabbiata, e quando eravamo in macchina. Praticamente quasi tutto il giorno! Ecco perchè la vedevo non dura, ma durissima!!

Non ho programmato nulla, né ho pensato a “strategie” varie per riuscire a convincerla senza assistere a tragedie varie… Ero pronta però a documentarmi sul modo più “indolore” possibile e ho chiesto consigli alle mie care amiche che ci erano passate già prima di me con i loro bimbi più grandi. 

Ma invece poi è accaduto per caso. Non avevo deciso che quella mattina il caro amato ciuccetto avrebbe fatto le valigie!

Semplicemente le è caduto per terra e correndo senza accorgersene l’ha spinto sotto il divano. Non l’ho preso subito. Quando al momento del pisolino pomeridiano me l’ha chiesto le ho detto semplicemente che non sapevo dove fosse dicendole di non preoccuparsi e di fare la nanna tranquilla. Così incredibile ma vero si è stesa tranquilla e si è addormentata, evidentemente aveva molto sonno, non me lo spiego in un altro modo visto il suo attaccamento viscerale al ciuccio!

Poi si è svegliata e ha continuato le sue attività quotidiane (giocare giocare e … giocare) e la sera me l’ha richiesto per andare a dormire. Le ho ripetuto che non sapevo dove fosse andato, che probabilmente era andato da qualche bimbo più piccolo come la sua sorellina, mentre lei ormai era grande e non ne aveva più bisogno. Le ho proposto di portare con noi una bambolina nel lettino, lei ha scelto la sua amata Kitty (che il papà le aveva regalato qualche giorno prima) e siamo andate a nanna. Mi ha guardata un po’ dubbiosa… e me l’ha chiesto ancora altre due-tre volte, dopo si è rassegnata e con un po’ di fatica si è addormentata.

Nei giorni successivi ha piagnucolato un pochino cercandolo, ma nulla di che.

Un successone direi… partito con un semplice tentativo da parte mia e rivelatosi poi il modo migliore per la mia piccolina. Certo, confesso di non averli mai buttati via (ne ha 3) e se avessi visto un atteggiamento troppo sofferente della mia bimba ero pronta a tornare sui miei passi, ma in realtà è stata bravissima. 

Ogni bimbo è diverso e reagisce in modo differente alle varie tappe di crescita che gli si pongono davanti, alle varie rinunce che dovrà fare per “diventare grande”!

Documentandomi ho letto che l’età media in cui togliere il ciuccio è intorno ai 3 anni (per noi precisamente a 26 mesi), anche per non compromettere la giusta posizione dei dentini, ma non bisogna farlo in modo repentino (un po’ come ho fatto io), sarebbe meglio andare per gradi e cominciare a sostituirlo con un altro oggetto transizionale scelto da lui, oppure se è abbastanza grande da capire si può fare una specie di patto e dirgli che a Natale lo lasceremo sotto l’albero così Babbo Natale lo porta ad un altro bimbo lasciando invece un bel regalone per lui. 

Soprattutto non decidere di cominciare in un periodo di stress o di altri cambiamenti importanti, come la nascita di un fratellino o l’inserimento all’asilo, infatti anche io avevo notato un attaccamento maggiore al ciuccio dopo la nascita della nostra seconda ad agosto, così ho aspettato 8 mesi per agire!

L’importante è non mortificarlo, ma gratificarlo ad ogni passettino in avanti! Così è stato per la nostra piccola, ha ricevuto applausi, complimenti e manifestazioni di gioia da parte di tutti, mamma, papà, nonni e zii compresi!

E voi care mamme quale metodo avete utilizzato? 

Mettiamo insieme le nostre esperienze così da essere utili alle mamme che stanno per affrontare questa tappa!