Spesso mi sono fatta questa domanda, ma da ingenua illusa quale sono stata negli anni passati, ho creduto sempre alla buona fede e alle buone intenzioni manifestate dalla gente.
Un
bel giorno, anzi no, un brutto giorno ho “scoperto” e constatato sulla
mia pelle (ma senza farmi sopraffare, semplicemente mi sono rivolta ad
altri ignorando “i consigli” del medico in questione) quanta falsità c’è
nelle persone e nello specifico, nelle figure professionali che
dovrebbero starti vicino, assisterti e consigliarti nel periodo più
delicato della tua vita: la scoperta della maternità.
Non voglio assolutamente generalizzare. Non sparerò a zero su chi opta per questa scelta, su chi si dichiara obiettore.
Non lo farò, perchè sono convinta (e voglio continuare ad esserlo) che
la maggior parte di quelli che scelgono di condurre la loro vita e il
loro lavoro secondo questo pensiero, lo facciano sul serio, davvero con
coscienza e non solo per essere considerate delle “brave persone”.
Già, perchè nel pensiero comune chi sceglie di essere un medico obiettore si
occupa dei pazienti al di là del compenso (che non fraintendetemi, non
condanno affatto, anzi è giustissimo che abbiano ciò che spetta loro, si
tratta sempre di un lavoro), al di là degli interessi, ma lo fa
principalmente con il cuore, come una vera vocazione. Perchè secondo me, fare il medico dovrebbe essere per prima cosa una vocazione autentica,
avere l’intenzione di occuparsi degli altri, far di tutto per guarire,
per curare… considerare un paziente come una persona e non un cliente.
Ancora di più un pediatra che ha scelto di occuparsi di bambini, anime innocenti che non devono essere mai trascurate o lasciate nell’indifferenza…
Ancora di più un ginecologo, che nel momento in cui si dichiara obiettore non deve permettersi di parlare con facilità di aborto,
né dovrebbe “vivamente consigliarlo”, tanto meno cercare di indurre una
mamma a fare questo gesto che ferisce la parte più profonda dell’anima…
Mi
chiedo come facciano questi medici benvoluti e ben considerati a
guardare poi negli occhi una donna incinta, ad accarezzare il viso di un
bambino… con che coscienza portano in giro la propria faccia!
Apro
una piccola parentesi: Chiedo scusa a tutti i miei lettori, vi sembrerà
uno scritto polemico quello di oggi, e solitamente non è nella mia
indole esserlo, ma qualcosa ha scaturito la mia rabbia… e ho preferito
canalizzarla verso un articolo che spero possa essere costruttivo, che magari possa portare a riflettere!
Prendetelo
come un lungo sfogo che certamente e fortunatamente è riferito ai pochi
che vestono indegnamente il camice bianco. Perché è giusto precisare
che nella nostra sanità ci sono tanti bravi dottori, sia dal punto di
vista professionale che da quello umano, che ogni giorno salvano vite,
si siedono ad ascoltare i loro pazienti, aiutano la gente con il cuore,
come se si trovassero di fronte ad un loro carissimo amico. Ok chiusa
parentesi!
Secondo me, decidere di diventare ginecologo
è una scelta meravigliosa e coraggiosa! Le mamme mettono tutte le loro
speranze nelle mani del medico che scelgono. Si affidano a lui. E
meritano assoluta lealtà e sincerità!
Ogni mamma deve sentirsi libera di portare avanti la sua gravidanza serenamente, consapevolmente e dignitosamente!
Io
sono contraria all’aborto, se non in casi disperati, ma non giudico chi
la pensa diversamente da me. Piuttosto cerco di far riflettere… ma
questo è un altro argomento… Giudico invece, e anche molto molto male,
il ginecologo che pur dichiarandosi obiettore di coscienza,
vuole indurre la paziente (in separata sede) ad abortire per motivi
risolvibili, con superficialità e utilizzo il termine “indurre” per
essere gentile.
Quante
volte mi sono chiesta “E se si trovassero davanti una ragazza debole di
carattere, spaventata dall’idea di diventare mamma, in condizioni
psicologiche tali da pensare che quella sarebbe stata la soluzione
ideale?”
Ammiro molto di più il professionista
che fa una scelta diversa, non si dichiara “bravo e buono” e segue il
suo reale modo di essere, le sue idee e il suo pensiero, ai miei occhi e
certamente agli occhi di tutti, sarebbe più rispettabile. Il
professionista che se si trova a dover praticare un aborto per futili
motivi non fa finta di dispiacersene. Invece di chi predica bene, sì alla vita sempre, e dopo in un momento di difficoltà rinnega tutto ciò che ha sempre fatto credere agli altri di professare.
Come in tutte le cose della vita, non solo nel lavoro, si deve essere coerenti e non tradire mai ciò in cui si crede!
E
a voi, ragazze impaurite, o in difficoltà economiche, che siete in
crisi e incontrate sulla vostra questi “omini” falsi e superficiali,
girate al largo e rivolgetevi ad altri, perchè il mondo, fortunatamente,
è ricco di professionisti seri e competenti e di brava gente… vera!
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