Tutte noi mamme ci siamo trovate a dover sopportare il periodo scomodo e fastidioso delle lochiazioni post parto.
Infatti si tratta di perdite vaginali che cominciano immediatamente dopo il parto, durante il puerperio (che ha una durata di circa 6 settimane.
Non vanno assolutamente confuse con il ciclo mestruale
che in genere torna a distanza di 30-40 giorni dal parto, mentre se si
allatta al seno, può anche ritardare ulteriormente o addirittura
ricomparire alla fine dell’allattamento materno.
Dopo la nascita del bambino, l’utero
comincia a contrarsi per tornare in modo graduale alle dimensioni
iniziali, poiché nel corso della gravidanza il suo volume aumenta di
circa 20 volte. E contemporaneamente cominciano le perdite di sangue il cui scopo è quello di espellere l’endometrio, cioè il rivestimento interno delle pareti uterine che ha permesso l’annidamento dell’ovulo fecondato.
In
genere i primissimi giorni dopo il parto sono di un colore rosso vivo
con coaguli più scuri dovuti al materiale espulso della gravidanza e
sono molto abbondanti, nei giorni successivi tendono a diventare più
liquide e ad assumere un colore più rosato. Nella seconda settimana
evidenziano una consistenza sierosa e un colore giallognolo. A partire
dalla terza settimana diminuiscono e piano piano diventano di un colore
biancastro con una consistenza più cremosa.
Di solito, se si allatta si riduce il periodo in cui si hanno queste lochiazioni. Possono durare anche solo 3 settimane, poiché la suzione aumenta la produzione di prolattina e ossitocina, due ormoni che accrescono sia la frequenza che l’intensità delle contrazioni uterine e di conseguenza si accorciano anche i tempi legati alle perdite.
Le lochiazioni possono durare meno tempo anche in chi ha subito il taglio cesareo,
perchè alla fine dell’intervento il ginecologo effettua una specie di
raschiamento eliminando già parte dei tessuti che andrebbero altrimenti
espulsi attraverso le perdite post parto.
Se notate delle anomalie,
tipo perdite persistenti e ancora di colore rosso vivo dopo i primi
giorni, persistente odore sgradevole oppure forti dolori al basso ventre
dopo la prima settimana accompagnati da una specie di emorragia o
ancora, se sopraggiunge febbre oltre 38°, è il caso di rivolgersi al
proprio ginecologo per fare un controllo.
Per ridurre comunque il rischio di infezioni e irritazioni è molto importante seguire delle norme igieniche
fondamentali, come innanzitutto lavarsi spesso con acqua tiepida e
detergente intimo adatto al periodo post parto, utilizzare assorbenti
esterni possibilmente in garza anallergica e cambiarli spesso, almeno
ogni 2-3 ore. Se è stata effettuata l’episotomia durante il parto, è
indicato fare delle spugnature di acqua fredda e poi tamponare con un
asciugamano morbido ed evitare lavande vaginali e disinfettanti.
Bisogna
adottare piccoli accorgimenti per superare in tranquillità questo
delicato momento che ognuna di noi attraversa dopo la nascita di un
figlio.
Solitamente poi, dopo circa 40 giorni dal parto, si deve effettuare la visita ginecologica
di controllo in cui il medico verifica che sia tutto a posto ed
eventualmente prescriverà altri integratori (se naturalmente sono
necessari e se non sono stati prescritti precedentemente) utili alla
neomamma.
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