venerdì 22 agosto 2014

Quanto durano le lochiazioni post parto?

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Tutte noi mamme ci siamo trovate a dover sopportare il periodo scomodo e fastidioso delle lochiazioni post parto.
Infatti si tratta di perdite vaginali che cominciano immediatamente dopo il parto, durante il puerperio (che ha una durata di circa 6 settimane. 

Non vanno assolutamente confuse con il ciclo mestruale che in genere torna a distanza di 30-40 giorni dal parto, mentre se si allatta al seno, può anche ritardare ulteriormente o addirittura ricomparire alla fine dell’allattamento materno.

Dopo la nascita del bambino, l’utero comincia a contrarsi per tornare in modo graduale alle dimensioni iniziali, poiché nel corso della gravidanza il suo volume aumenta di circa 20 volte. E contemporaneamente cominciano le perdite di sangue il cui scopo è quello di espellere l’endometrio, cioè il rivestimento interno delle pareti uterine che ha permesso l’annidamento dell’ovulo fecondato.

In genere i primissimi giorni dopo il parto sono di un colore rosso vivo con coaguli più scuri dovuti al materiale espulso della gravidanza e sono molto abbondanti, nei giorni successivi tendono a diventare più liquide e ad assumere un colore più rosato. Nella seconda settimana evidenziano una consistenza sierosa e un colore giallognolo. A partire dalla terza settimana diminuiscono e piano piano diventano di un colore biancastro con una consistenza più cremosa.

Di solito, se si allatta si riduce il periodo in cui si hanno queste lochiazioni. Possono durare anche solo 3 settimane, poiché la suzione aumenta la produzione di prolattina e ossitocina, due ormoni che accrescono sia la frequenza che l’intensità delle contrazioni uterine e di conseguenza si accorciano anche i tempi legati alle perdite.

Le lochiazioni possono durare meno tempo anche in chi ha subito il taglio cesareo, perchè alla fine dell’intervento il ginecologo effettua una specie di raschiamento eliminando già parte dei tessuti che andrebbero altrimenti espulsi attraverso le perdite post parto.

Se notate delle anomalie, tipo perdite persistenti e ancora di colore rosso vivo dopo i primi giorni, persistente odore sgradevole oppure forti dolori al basso ventre dopo la prima settimana accompagnati da una specie di emorragia o ancora, se sopraggiunge febbre oltre 38°, è il caso di rivolgersi al proprio ginecologo per fare un controllo.

Per ridurre comunque il rischio di infezioni e irritazioni è molto importante seguire delle norme igieniche fondamentali, come innanzitutto lavarsi spesso con acqua tiepida e detergente intimo adatto al periodo post parto, utilizzare assorbenti esterni possibilmente in garza anallergica e cambiarli spesso, almeno ogni 2-3 ore. Se è stata effettuata l’episotomia durante il parto, è indicato fare delle spugnature di acqua fredda e poi tamponare con un asciugamano morbido ed evitare lavande vaginali e disinfettanti.

Bisogna adottare piccoli accorgimenti per superare in tranquillità questo delicato momento che ognuna di noi attraversa dopo la nascita di un figlio.

Solitamente poi, dopo circa 40 giorni dal parto, si deve effettuare la visita ginecologica di controllo in cui il medico verifica che sia tutto a posto ed eventualmente prescriverà altri integratori (se naturalmente sono necessari e se non sono stati prescritti precedentemente) utili alla neomamma.

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